Nuova Porsche Cayenne: ecco com’è fatta

Alla scoperta dei segreti della Porsche Cayenne: fra scocca alleggerita, freni al carburo di tungsteno e un sistema multimediale molto evoluto.

TANTO ALLUMINIO – La nuova Porsche Cayenne, appena presentata al Salone di Francoforte, è già ordinabile (prezzi da 80.030 euro), con consegne che inizieranno da dicembre. In attesa di provarla, abbiamo avuto occasione di approfondirne le soluzioni tecniche con gli esperti della casa. Nuova da cima a fondo, riprende le forme (aggiornate) di quella che manda in pensione; con l’Audi Q7 condivide il pianale (fino a dietro i posti posteriori), gli attacchi delle sospensioni anteriori e qualche componente meccanico. Per ridurre il peso, la scocca (prodotta nello stabilimento di Bratislava) è realizzata per il 47% in alluminio e il resto in acciaio: 392 kg in totale. Con porte, cofano e portellone (anch’essi dello stesso materiale), la bilancia fa segnare 470 kg.

STERZA ANCHE DIETRO – Dalla Panamera la Porsche Cayenne riprende le molle pneumatiche che, rispetto a quelle della precedente generazione, hanno tre camere d’aria, che consentono di selezionare altrettanti livelli di durezza. Sono abbinate ad ammortizzatori a controllo elettronico e, come optional, non mancano due novità (per questo modello): le ruote posteriori sterzanti (fino a 3°, girano sia nella stessa direzione di quelle anteriori sia in quella opposta, per favorire rispettivamente la stabilità e l’agilità) e le barre antirollio attive (in due pezzi, hanno un motorino elettrico interno che, ruotando di pochi gradi, “alza” la ruota esterna contrastando l’inclinazione dell’auto nelle curve). Inediti, invece, i freni opzionali Porsche Surface Coated Brake (PSCB), che si posizionano fra quelli tradizionali e i carboceramici: si tratta di dischi in ghisa la cui superficie viene ricoperta di carburo di tungsteno mediante un processo chiamato HVOF (High Velocity Oxygen Fuel). Il risultato è un disco con superficie a specchio, che non arrugginisce e dura fino al 30% in più. Abbinato a specifiche pastiglie, assicura una maggiore resistenza alla fatica e una minore produzione di polveri.

NIENTE DOPPIA FRIZIONE – Al momento, sono tre i motori disponibili, tutti a benzina: due V6 (3.0 turbo da 340 CV e 2.9 biturbo da 441) e il 4.0 V8 biturbo da 550, riservato alla Turbo. Fra pochi mesi, arriveranno anche la 4.0 V8 a gasolio da 421 CV e la ibrida a benzina: tutte soluzioni già viste sulla Panamera. Rispetto alla berlina, però, cambia la trasmissione: al posto del cambio PDK robotizzato a doppia frizione a otto marce, la Porsche Cayenne ha un automatico con convertitore di coppia, con altrettanti rapporti. La scelta è dovuta al fatto che il PDK non avrebbe potuto assicurare le doti di traino necessarie (la suv tedesca può infatti “portare a spasso” fino a 3500 kg). La trazione è integrale e la ripartizione della coppia fra i due assi avviene in maniera automatica, pur privilegiando le ruote dietro: si va dal 95% alle posteriori nelle condizioni di guida “normale”, fino al 100% di trazione sulle ruote anteriori, in caso di necessità.

SBANDATE CONTROLLATE – La messa a punto della vettura è stata fatta mirando a un mix di agilità e comfort. Non a caso, le ruote (di 19, 20 e 21 pollici) sono, per la prima volta su una Porsche Cayenne, di misura diversa fra l’asse anteriore e quello posteriore, e non manca (optional) il differenziale autobloccante posteriore attivo (una frizione decide quanta coppia inviare a ciascuna ruota dell’asse). Da passeggeri, su una pista di prova vicino a Dusseldorf, abbiamo potuto avere un assaggio di che cosa una Cayenne turbo sia capace: su fondo bagnato, il collaudatore della Porsche si è esibito in scenografici sovrasterzi di potenza, arrivando a mettere l’auto oltre i 90° di inclinazione rispetto alla strada. Non è mancato neppure un piccolo assaggio di fuori strada, con una Cayenne “base” (molle in acciaio) che non ha sfigurato su ripide arrampicate su roccia, discese sdrucciolevoli e brevi sentieri sassosi. Non mancano, infatti, modalità di guida (sabbia, roccia, fango e neve) dedicate alla guida lontano dall’asfalto.

MULTIMEDIALE EVOLUTO – Al centro della plancia della Porsche Cayenne fa bella mostra di sé uno schermo di 12,3’’ sensibile al tocco, da cui si comanda il sistema multimediale collegato a internet (tutto di serie). Si tratta di una versione evoluta di quello già visto sulla Panamera, ma ora ci sono i comandi vocali “naturali” (ad esempio, basta dire “ho freddo” perché il climatizzatore alzi la temperatura) e tutte le ricerche avvengono sia online che offline. Per esempio, cercando il numero di telefono di un ristorante nella rubrica condivisa con il cellulare (funzione permessa da una nuova app ufficiale per smartphone), il sistema mostrerà la posizione sulla mappa, le recensioni online (per esempio, su Yelp) e tanti altri dati relativi.

Fonte: alvolante.it

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Postato il 12 aprile

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